RICADUTE ECONOMICHE E TERRITORIALI
A supporto del Piano è stato elaborato dall’Università Luiss di Roma uno studio socioeconomico che analizza gli effetti associati alla costruzione delle opere, alla crescita delle attività aeroportuali e alla maggiore connettività.
Le stime comprendono effetti diretti, indiretti e indotti e una componente più ampia associata soprattutto al turismo e al commercio.
I valori riportati descrivono quindi scenari economici elaborati dallo studio e non risultati già conseguiti o impegni di futura assunzione.
Per valore aggiunto si intende, in termini economici, la nuova ricchezza prodotta dalle attività considerate dallo studio. Le stime occupazionali comprendono invece il complesso delle posizioni lavorative associate agli effetti diretti, indiretti e indotti considerati dal modello.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo.
Gli effetti economici stimati a livello nazionale
Lo studio distingue tre componenti principali.
La prima riguarda la costruzione delle opere e le attività economiche attivate dai cantieri.
La seconda riguarda la gestione aeroportuale conseguente alla crescita del traffico.
La terza comprende gli effetti più ampi, associati soprattutto al turismo e alla maggiore connettività internazionale.
Nell’intero periodo considerato, fino cioè al 2046, lo studio associa allo scenario del Piano un valore aggiunto nazionale nell’ordine di 70 miliardi di euro, espresso in valore attuale.
Sul versante occupazionale, le stime passano da circa 55.900 posizioni nel 2035 a oltre 157.000 nel 2040, fino a quasi 295.000 posizioni lavorative al 2046. Oltre 208.000 vengono associate nello studio all’indotto turistico e circa 86.000 ai servizi direttamente collegati al trasporto aereo.
Questi valori non rappresentano solo nuove assunzioni da parte di ADR, ma il complesso degli effetti economici considerati dal modello.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo.
Gli effetti economici stimati sul territorio
Lo studio analizza gli effetti anche a livello regionale, provinciale e comunale.
I tre valori non devono essere sommati, perché il Comune di Fiumicino è compreso nella Provincia di Roma, che a sua volta è compresa nel Lazio.
Regione Lazio
Il valore aggiunto complessivo stimato nell’intero periodo è di circa 17,8 miliardi di euro.
Al 2046 lo studio stima circa 67.000 posizioni lavorative.
Provincia di Roma
Il valore aggiunto stimato è di circa 14,2 miliardi di euro, con oltre 53.000 posizioni lavorative al 2046.
Comune di Fiumicino
Per il Comune di Fiumicino lo studio stima circa 5,3 miliardi di euro di valore aggiunto e oltre 13.450 posizioni lavorative al 2046.
Sono stime di scenario e non permettono, sulla base dei documenti disponibili, di stabilire quanti dei posti di lavoro considerati sarebbero occupati da persone residenti nel Comune.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo.
Cosa può cambiare per il territorio di Fiumicino
Il Comune di Fiumicino è il territorio che ha il rapporto più diretto con lo scalo.
Lo sviluppo previsto dal Piano interessa contemporaneamente economia e lavoro, mobilità quotidiana, rapporto tra operazioni di volo e aree abitate, Riserva Naturale Statale del Litorale Romano e patrimonio archeologico.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo; pp. 50-54 – Accessibilità territoriale, intermodalità e infrastrutture per il territorio.
Economia e lavoro
Secondo lo studio socioeconomico, lo scenario del Piano è associato per il Comune a circa 5,3 miliardi di euro di valore aggiunto e a oltre 13.450 posizioni lavorative al 2046.
La stima comprende effetti diretti, indiretti e indotti.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo; pp. 50-54 – Accessibilità territoriale, intermodalità e infrastrutture per il territorio.
Collegamenti tra città e aeroporto
Il Piano prevede un collegamento rapido tra Fiumicino città e l’aeroporto, rivolto in particolare agli spostamenti dei lavoratori.
Il collegamento consentirebbe anche un accesso più diretto alla stazione ferroviaria aeroportuale e agli altri servizi di trasporto collettivo presenti nello scalo.
La rete ciclopedonale prevista dovrebbe inoltre collegarsi con la rete comunale, creando ulteriori possibilità per gli spostamenti casa-lavoro.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo; pp. 50-54 – Accessibilità territoriale, intermodalità e infrastrutture per il territorio.
Viabilità
Lo sviluppo dello scalo aumenta la domanda di mobilità e richiede quindi di verificare la capacità delle reti di accesso.
Le analisi considerate nel Piano comprendono interventi sul trasporto collettivo e sulla viabilità esterna, alcuni dei quali dipendono da soggetti diversi da ADR.
L’obiettivo analizzato è accompagnare la crescita dei flussi aeroportuali evitando, per quanto possibile, un peggioramento delle condizioni della mobilità locale.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo; pp. 50-54 – Accessibilità territoriale, intermodalità e infrastrutture per il territorio.
Fiumicino, Focene e Isola Sacra
La nuova configurazione delle piste sposterebbe verso est una parte delle operazioni.
Pista 1, più vicina agli insediamenti urbani, sarebbe utilizzata solo per gli atterraggi e in momenti limitati della giornata.
Le conseguenze acustiche di questa configurazione sono analizzate nella pagina dedicata al rumore.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo; pp. 50-54 – Accessibilità territoriale, intermodalità e infrastrutture per il territorio.
Riserva del Litorale Romano
La nuova Pista 4 interessa circa 150 ettari oggi compresi nel perimetro della Riserva.
La proposta di riperimetrazione prevede contemporaneamente l’inserimento di nuove superfici, secondo il criterio del saldo zero delle aree tutelate interessate, e una serie di proposte volte all’armonizzazione dello sviluppo aeroportuale e alla valorizzazione del territorio attraverso interventi e iniziative a beneficio delle comunità residenti e dei numerosi operatori aeroportuali che ogni giorno lavorano nello scalo di Roma Fiumicino, che interessano aree significativamente più estese rispetto a quelle direttamente coinvolte dallo sviluppo aeroportuale
A seguito dell'approvazione della proposta di riperimetrazione in sede di Consiglio Comunale, nel maggio 2026 il Comune ha presentato formalmente istanza per l’avvio dell’iter al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), Autorità competente per l'emanazione del provvedimento finale.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 54-63 – Strategie e interventi per la valorizzazione del territorio; Valorizzazione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
Porti Imperiali e nuovo parco di interesse archeologico
Il Piano prevede inoltre un nuovo parco di interesse archeologico di circa 85 ettari nell’area dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano e di Monte Giulio che sarà reso fruibile per le persone della comunità locale e per i visitatori.
L’intervento comprende percorsi ciclopedonali, aree di sosta, sistemazioni paesaggistiche e interventi legati alla fruizione delle aree archeologiche.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 54-63 – Strategie e interventi per la valorizzazione del territorio; Valorizzazione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
Lo scenario senza Piano
Lo studio socioeconomico analizza anche uno scenario nel quale gli interventi non vengano realizzati o vengano realizzati in ritardo.
Il cosiddetto costo del non fare non rappresenta una somma che dovrebbe essere pagata dai cittadini o dallo Stato. Indica il valore economico che, secondo il modello utilizzato, non verrebbe generato in assenza dello sviluppo considerato.
Lo scenario nazionale
Lo studio stima in circa 69 miliardi di euro il valore aggiunto non generato a livello nazionale.
La stima comprende circa:
4,6 miliardi per la fase di costruzione;
26,8 miliardi per la gestione aeroportuale;
37,7 miliardi per gli effetti associati soprattutto a turismo e commercio internazionale.
Lo scenario territoriale
Lo stesso modello stima un valore non generato nell’ordine di:
17,8 miliardi di euro nel Lazio
14,2 miliardi nella Provincia di Roma
5,3 miliardi nel Comune di Fiumicino.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo.
Lo scenario di ritardo
Secondo lo studio, ogni anno di slittamento nell’avvio delle opere è associato a circa 2 miliardi di euro di valore aggiunto nazionale non generato, in valore attuale.
Un ritardo di due anni viene stimato in circa 3,9 miliardi; quattro anni in circa 7,6 miliardi.
Si tratta di un confronto tra scenari economici, non di un costo finanziario diretto sostenuto dalla collettività.
Per approfondire nella Relazione di Progetto: Relazione di Progetto, pp. 82-87 – Effetti economici, occupazionali e sociali del Piano di Sviluppo.

